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BOLOGNA CITY CAMP

SUN DONATO CAMP

FACCE DA CAMP

Ogni anno sempre diverse, ogni anno sempre uguali: sono le facce da Camp.

C’è la faccia di Marco che si avvicina agli educatori sempre aggrappato alla mamma e c’è la faccia spavalda di Elia che si muove come fosse a casa sua !

C’è la faccia distesa dell’istruttore che dice "cosa vuoi che sia stare con questi bambini tutto il giorno?” e c’è la faccia grintosa dell’istruttore pronto a fare rispettare le regole.

C’è la faccia assonnata di Lucia, costretta dal lavoro dei genitori ad arrivare alle 7.30 e ci sono le facce di chi vuole subito un pallone per giocare.

C’è la faccia grassoccia di Tobia che tra un gioco e un’attività sportiva sogna le tagliatelle al ragù previste per pranzo e la faccia, sempre concentrata, di Ilenia, che non vuole “perdere” una gara.

C’è la faccia di Michael, preoccupata, perché lui così piccolo “non sarà di intralcio” al divertimento dei più grandi ? …e c’è la faccia di Alessandro, che si interroga se andare o no giovedì in gita a Mirabilandia.

C’è la faccia preoccupata di Francesco, perché è vero che si gioca con le biglie o a ping pong…ma una finale è pur sempre una finale!! e c’è la faccia di Miriam che da sola racconta come è buono quel gelato “comprato” in piena autonomia.

C’è la faccia del fratello più piccolo che cerca sempre quella del fratello maggiore e c’è la faccia del fratello più grande che sorride e fa l’occhiolino al più piccolo.

C’è la faccia disperata di chi perde e la faccia felice di chi vince.

C’e la faccia sicura di Ludovico…”giochiamo a calcio ? ma lo sai che sono capocannoniere della mia squadra ?” e la faccia di Goffredo che proprio portato per lo sport non è.

C’e la faccia che cerca conforto nel suo migliore amico e c’è la faccia che desidera nuove amicizie. C’è la faccia che corre, quella che suda, c’è la faccia che si ferma e quella che ascolta.

Anche i palloni e gli attrezzi hanno la loro faccia : come ride la palla quando fa gol o entra nel canestro, come è schiacciata la pallina durante il torneo di ping pong o come è dispettosa la faccia della freccetta che sembra infilarsi nel centro del bersaglio, per poi cadere, ridacchiando sul terreno.

C’è la faccia soddisfatta di Giacomo e la faccia delusa di Luca, c’è la faccia di chi aspetta e c’è la faccia di chi spera non finisca mai.

Ogni anno sempre uguali, ogni anno sempre diverse, queste meravigliose e straordinarie facce da Camp !

 
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